Germogli di salute

Un piccolo miracolo casalingo: ecco cosa ho pensato la prima volta che ho fatto germogliare i legumi. La conferma che è possibile mangiare qualcosa di “vivo” senza infliggere sofferenze ad esseri viventi! E la scoperta che non è sempre necessario disporre di tempo illimitato o attrezzature ingombranti per integrare nella propria alimentazione un vero concentrato di salute.

Fino a poco tempo fa la mia esperienza con i germogli si limitava al ricordo di quelli di soia quando negli anni novanta mangiare al cinese era normale quanto andare in pizzeria (siccome la teoria dei corsi e ricorsi è vera, oggi siamo tornati a mangiare cinese, anzi, è boom… ma questa è un’altra storia!).

I legumi germogliati, invece, si preparano molto più velocemente di quanto pensassi! Far germogliare cereali in chicco e legumi secchi è una pratica antica, e a questi alimenti – leggo sul sito di Scienza Vegetariana nelle parole di Michela Trevisan, Biologa Nutrizionista “da sempre vengono riconosciute caratteristiche nutrizionali d’eccezione, perché durante la germinazione aumenta enormemente soprattutto il contenuto di vitamine e anche i minerali presenti vengono resi disponibili per l’assorbimento intestinale”.

Le proprietà

  • Esistono diverse tabelle bibliografate in rete che indicano come il contenuto di principi nutritivi, dalle proteine al calcio, dal ferro allo zinco aumentino in modo esponenziale (fino a raddoppiare in alcuni casi) dopo la germogliazione.
  • Questa pratica è anche molto comoda perché grazie all’idratazione e ai cambiamenti molecolari che avvengono durante il processo, i semi diventano più teneri e possono così essere consumati crudi, evitando le lunghe cotture e inducendo quindi anche un risparmio in termini di tempo e denaro (riduciamo la bolletta del gas!).
  • Cereali e legumi germogliati sono molto più digeribili, un indubbio vantaggio per tutti coloro che adducono disturbi digestivi allo scarso utilizzo di questi alimenti.

Si tratta in pratica di un super-cibo, molto energetico ed economico. Sono un ingrediente base della cucina crudista e in commercio esistono diverse varietà di “germogliatori”, contenitori che consentono di far germogliare in sicurezza diverse varietà di alimenti. Sono strumenti sicuramente utili per chi si dedica con regolarità all’autoproduzione, ma non sono indispensabili: è possibile utilizzare contenitori che sicuramente già abbiamo in cucina e seguendo alcuni passaggi ottenere un ottimo risultato.

Lenticchie germogliate: come le ho preparate

  • Lasciare le lenticchie in ammollo per tutta la notte (l’ammollo per tutti i cereali e i legumi è di circa 8 ore, ma in rete esistono tabelle con i tempi precisi per ciascun alimento)
  • Sciacquare bene e porre in un contenitore per la germogliazione: terracotta, vetro e ceramica nell’ordine sono i migliori
  • Coprire con un telo pulito o un coperchio
  • Dopo 1 o 2 giorni inizieranno a germogliare: i tempi dipendono dal tipo di seme, dalla temperatura esterna, dal recipiente
  • A seconda del gusto e della ricetta si può decidere di attendere che il germoglio cresca o meno. La cosa importante è avere cura nello sciacquare 2 volte al giorno le nostre lenticchie, per evitare che irrancidiscano
  • Questo rischio può essere più alto in estate o comunque in ambienti molto caldi. E aumenta con l’utilizzo di semi ibridi, non “vivi”, o che siano stati trattati con raggi gamma. In questo caso potrebbero non germogliare proprio!

A questo proposito, riporto un passaggio di un testo trovato in rete, tratto da una pubblicazione di Michele Riefoli, Mangiar Sano e Naturale (Macro Edizioni), che mi sembra interessante e che meriterebbe un approfondimento:

“Un’altra possibilità che i semi integrali non germoglino è quella che si tratti di semi sterili ottenuti da un raccolto a partire da ibridi. I semi ibridi sono creati appositamente dalle industrie sementiere biotecnologiche con varie tecniche brevettate (incroci, ibridazioni) per far si che l’agricoltore non possa accantonare parte del raccolto per la semina successiva e debba comprare le sementi obbligatoriamente da loro. E’ una questione di businnes per le grandi industrie, e forse un vantaggio economico iniziale per il contadino, vantaggio che col tempo si trasforma nel “ricatto” di dover dipendere ogni anno dai semi dell’industria. Per il consumatore è sempre una “truffa” bella e buona, perché nessuno si accorge che questi cereali o legumi non germogliano, dal momento che il consumo avviene solitamente dopo la cottura, oppure dopo che i processi di lavorazione hanno trasformato i semi in farine.”

I semi germogliati vanno risciacquati un’ultima volta prima del consumo e possono essere aggiunti alle insalate, a una bruschetta e a tantissimi altri piatti

Beatrice, Milano

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